Villa comunale (Archivio storico roglianese)
La Villa Comunale fu ultimata negli anni venti del ‘900,
quando Michele Bianchi appena sceso dal dicastero dei lavori pubblici decise di
far un omaggio al suo carissimo amico DOMENICO PARISIO. Bianchi disse al suo
amico quale regalo potesse fargli a beneficio del paese e nel nome delle comuni
esperienze giovanili. Parisio senza
esitazioni disse:
“IL TERMINE DEI LAVORI DEI GIARDINI PUBBLICI”
Parisio aveva due obiettivi:
1) Abbellimento dell’entrata del Paese.
2) Avrebbe contribuito
a spostare l’asse del centro urbano fermo alle vecchie strettoie di Piazza Morelli
più a Nord in corrispondenza di un’area (BORGO NUOVO nei pressi dell’ attuale
ufficio postale) in via di espansione processo che avrebbe avvicinato il nuovo
centro dove era ubicato il Municipio con il quartiere di Cuti e viceversa.
Bianchi creò quel POLMONE VERDE che negli anni successivi è
stato possibile apprezzare attraverso una quotidianità invitante alla
passeggiata.
La villa comunale è diventata il SALOTTO DEL PAESE e non
solo. Un luogo di amicizia, incontri,
amori, di interscambi politici.
Non c’è amicizia che non sia passata dalla Villa Comunale.
Non c’è amore che non sia passato dalla villa comunale.
(Rif. “Rogliano – Frammenti di memoria in chiaroscuro
(Volume Secondo)” di Ferdinando Perri













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