Le origini di Rogliano (Archivio storico roglianese)




LE ORIGINI


Rogliano è un piccolo paese della Calabria, in provincia di (Cs) di circa 6.000 abitanti. È difficile risalire alle sue origini così come lo è per buone parti dei Casali di (CS) e di altri antichi centri della Calabria.
COME QUELLE di molti altri paesi della regione, si perdono nella notte dei tempi. Persino la sua etimologia è discussa e controversa. Opinione comune a molti storici è quella di includere Rogliano tra i ‘Casali del Manco’ - ossia di far risalire all’epoca di formazione di questi, la fondazione della città. I ‘Casali del Manco’, ricordiamo, sono i centri abitati   della pre-sila fondati dai cosentini scampati all’eccidio dei saraceni nel 975 d.C. che non fecero atto di sottomissione al potere feudale. C’è chi afferma, però, che Rogliano, presente già da tempi remoti, subì nel periodo saraceno solo una ri-popolazione. Secondo la leggenda, infatti, “… Rogliano, al tempo degli Ausoni, si chiamava Città di Sabasio, edificata da Sabasio, figlio di Cur, che diede il nome di Sabasio al fiume Savuto, presso le cui acque era edificata. Più tardi, Enotrio, ex re di Arcadia, da questa scacciato, approdato al Golfo di Squillace e risalito per il corso del fiume, arrivato al luogo ora detto <Tavolaria>, imbattutosi col nemico, usò lo stratagemma di invitarlo a tavola, quindi, nel colmo delle gozzoviglie, lo fece a pezzi …”. Da allora, quel luogo si chiama <Tavolaria>, nome derivante, forse, da <Tabula Ria>, cioè <pranzo perverso>. Per altri, invece, il toponimo <Tavolaria> potrebbe essere collegato ad una possibile <via delle tavole>, nel senso che, lo stesso fiume, da tempi remoti fungeva da supporto al trasporto del legname proveniente dall’altopiano silano sino alla costa tirrenica, soprattutto per la costruzione delle navi. In ogni caso “… Enotrio risalì la montagna ed in un luogo elevato, alle falde del monte Santa Croce, edificò la nuova città chiamata Rublanum, cioè la rosseggiante, per un pezzo di marmo rosso innalzato nel mezzo di antico bosco dagli Enotri, come idolo alla dea Diana: ciò avvenne nell’anno 2825 Periodica Giuliana…”. (Da: Tra i monumenti della Città di Rogliano e dei dintorni, di A. Adami, La Provvidenza, Cosenza 1936.


I CASALI DEL MANCO


Un altro motivo per supporre che Rogliano abbia avuto origini più remote dei ‘Casali del Manco’ è dato da Padre Fiore da Cropani, secondo il quale la Chiesa della Madonna delle Grazie fu costruita nel 1569 in seguito ad una credenza dei roglianesi sulla miracolosità di una immagine della Madonna che ritrovata in un roveto (luogo dove sorge la chiesa), vicino al torrente ‘Camina’ (Caminella), in agro del Comune di Rogliano, non molto distante dal centro storico. Nei pressi di questa Chiesa esisteva, secondo il Morelli, la Chiesa di Santa Sofia, all’interno della quale furono rinvenute, su un marmo e sulla porta, alcune lettere greche che inducevano a supporre la presenza di un tempio pagano e ad affermare che la fondazione di Rogliano si debba far risalire al periodo della Prima Federazione Bretica (1249-753 a.C.) o della Seconda Federazione Bretica (356 a.C.). Inoltre, una pergamena attesta la presenza a Rogliano di due chiese nel periodo antecedente al 1577 e cioè: S. Giorgio e SS. Pietro e Paolo. Talmente antica fu, infatti, la loro costruzione che il clero si contendeva il diritto di matricità, senza che alcuna prova o documento potesse chiudere la controversia. Anche sull’etimologia del nome, diverse sono le ipotesi. Rogliano, pertanto, potrebbe derivare da: Rublanum (Rubedine terrae). Rullianum (da Villa di Rullio). Rublianum – Rrubilius – Rublius o Rubis. Rolianum (logica latina, come foglio da folium). Al di là dell’esattezza etimologica, però, un dato è certo: Rogliano è di origini romane o preromane.
Lo stemma della città è composto da una stella che sormonta cinque colli (Monte S. Croce; Cuti; Donnanni; Spani; Serra) che danno il nome ai rioni che costituiscono il nucleo abitativo originario: ai loro piedi sta avvenendo attualmente lo sviluppo urbano del paese. Analizzando la conformazione di Rogliano, si nota la sua collocazione in posizione collinare ad una quota di 700 metri dal livello del mare; alle sue spalle è possibile scorgere il maestoso altopiano della Sila e le montagne che lo circondano: Montenero, Cardoneto e Paganella.  Il paese grazie alla sua forma a ferro di cavallo domina la vallata del Savuto.


PRIMA TESTIMONIANZA DI VITA AMMINISTRATIVA


La prima testimonianza di vita amministrativa roglianese risale al 1443, al tempo di Alfonso il Magnanimo, che riconosceva nella Bagliva (legame associativo fra villaggi) l’esistenza di tre comunità: Criti, Casale Grandee Le Marche, con una popolazione di 367 famiglie. I villaggi di Rogliano possedevano una propria forma di autogoverno (Parlamento) nel quale si riunivano i cittadini di sesso maschile in rappresentanza delle famiglie e dei ceti sociali. Il Parlamento dell’Università esprimeva il Mastrogiurato e sei eletti che assumevano annualmente le responsabilità degli atti da assolvere. La grande partecipazione popolare alla vita dei parlamenti è comunque evidenziata nei verbali del ‘Libro Rosso dell’Università di Rogliano’ – documento fra i più preziosi dell’Italia meridionale. Prima del terremoto del 1181 (1184 secondo altri), il paese era posto più a valle di quello attuale ed esattamente in località <San Nicola>. Il 27 marzo 1638 un secondo violento terremoto rase al suolo la città, provocando oltre 1200 vittime.  A questa data è legata la storia moderna di Rogliano, quindi la rivoluzione dell’assetto urbano che, grazie alla voglia di ricostruzione, ne è uscito impreziosito per merito di intagliatori, scalpellini e abili maestri locali, che si affermarono successivamente in tutta la provincia di Calabria Citra e nel Regno di Napoli. Al terremoto del 1854 è legata, infine, la devozione dell’Immacolata Concezione proclamata, in quella occasione <Patrona e Regina della Città di Rogliano>. Dal terremoto del 1638, Rogliano si presenta topograficamente collocata su cinque colli di cui attualmente si fregia lo stemma del Comune e che riguarda i rioni tradizionali costituiti su colli sovrastanti una conca: Monte Santa Croce (il Colle dei Cappuccini, dove sono ancora i resti dell’antico convento), Serra, Spani, Donnanni e Cuti.


Nel corso della sua storia il maggior centro della valle del Savuto si è sempre caratterizzato per iniziative artistico-culturali. Famose sono le quattro accademie: dei Costanti (1400) – degli Intrepidi (1500) – dei Redivivi (1600) – degli Inseparabili (1743). Il 3 giugno 1745, Carlo III, figlio di Filippo V, concesse a Rogliano il titolo di Città con la possibilità di fregiarsi di tale definizione. Con la conquista francese del Regno di Napoli, nel 1806, viene abbandonata definitivamente la denominazione di Università e adottata quella di Comune. Con l’arrivo dei transalpini, nonostante l’applicazione della legge napoleonica, Rogliano rimase comunque città libera e demaniale con tutti i suoi territori silani, e non fu estranea nemmeno al fenomeno del brigantaggio (molti roglianesi che si erano mostrati ostili contro l’invasore furono imprigionati, torturati o condannati a morte). Tra le figure locali di assoluto prestigio sono da ricordare: Gaspare del Fosso, segretario del Concilio di Trento e arcivescovo di Reggio Calabria, Girolamo Ricciulli, vescovo di Belcastro, Antonio Ricciulli, arcivescovo di Cosenza, i fratelli Sciardari, maestri scalpellini fondatori di una scuola i cui capolavori sono ammirabili in molti centri del Mezzogiorno, Niccolò Ricciulli, che lavorò alla costruzione del Palazzo Reale di Napoli, il letterato padre Diego Tano, il fisico Antonio De Piro, frà Bernardo Milizia fondatore dell’ordine degli Agostiniani di Colloreto, il filosofo e allievo del Genovesi, Pietro Clausi, Donato (primo governatore di Calabria Citra) e Vincenzo Morelli che parteciparono ai Moti del Napoletano, Saverio Altimari generale delle milizie napoleoniche, Giovanni Domanico fondatore del Partito Socialista in Calabria, il drammaturgo e poeta Vincenzo Gallo detto ‘U Chitarraru, don Gaetano Mauro fondatore dell’Ordine dei Pii Catechisti Rurali. Tra le personalità più recenti bisogna ricordare anche: Giacinto Bendicenti, poeta, e suo figlio Donato trucidato alle Fosse Ardeatine, Antonio Guarasci, storico e primo presidente della Giunta regionale calabrese.
Sul piano urbanistico, la morfologia di Rogliano fu profondamente modificata dal sisma del 1181 che alterò la struttura urbana del paese e di tutta la provincia di CS. Tale sisma rappresenta per la città uno degli eventi più tragici della sua storia, perché rase al suolo buona parte del paese provocando morti e distruzioni.
Un ulteriore denominatore che accomuna il passato e il presente del paese a quello delle grandi culture del Mediterraneo, di cui è figlio, è la presenza di un fiume, il Savuto, alimentato dalle nevi dell’altopiano Silano. Un corso d’ acqua è sempre stato fonte di enorme ricchezza, non solo per i vantaggi economici che se ne possono trarre, ma soprattutto perché terreno fertile su cui fare attecchire i valori e le tradizioni che rendono inconfondibili un popolo.


IL CONTESTO AMBIENTALE E ARCHITETTONICO


IL CONTESTO ambientale roglianese è caratterizzato da un clima tipico delle colline pre-silane. Nella cittadina soggiornarono: Carlo V, Ferdinando II° di Borbone e la regina Teresa Isabella d'Austria, Giuseppe Garibaldi (che il 31 agosto 1860, dal Palazzo Morelli decretò l’affrancamento delle terre Silane, l’abolizione della tassa sul macinato e la diminuzione del prezzo del sale). Proprio a Rogliano, si possono ammirare esempi di Barocco architettonico, e scultoreo. In particolare, questo comune della Provincia vanta una tradizione pressoché unica nella lavorazione del LEGNO, tanto che nel 700 era celebre come centro culturale artistico, grazie alle numerose botteghe di scalpellini che lavorano il tufo o “marmo povero” e intagliatori del legno. Qui nacquero meravigliose opere scultoree, stucchi decorativi, altari, arredi legnei, statue, e facciate in pietra e portali testimonianze di una tradizione unica al mondo diffusa grazie a una famosa scuola l’ACCADEMIA DEGLI INSEPARABILI  alla quale la Chiesa affidò importanti opere; esempi ammirevoli sono la CHIES A DI S. GIORGIO e CHIESA DI S. PIETRO. Oltre a queste vanno ricordati: Convento dei PP. Cappuccini, Chiesa di San Pietro (Duomo cittadino) - Chiesa di San Giorgio, Chiesa di San Domenico, Chiesa di Santa Maria alle Croci, Chiesa di Santa Lucia, Chiesa di Maria Santissima Assunta, Chiesa di Maria Santissima dell’Annunziata, Chiesa di Sant’Ippolito, Chiesa di San Michele, Chiesa di Maria Santissima delle Grazie in camino, Chiesa del Carmine, Chiesa di Maria Santissima di Costantinopoli e Chiesa di S. Maria Maggiore in Santo Spirito (comunemente detta S. Giuseppe, oggi Museo di Arte Sacra).



(Rif. Sito Comune di Rogliano)

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